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Il cooperativismo

Il tema del cooperativismo è trattato sul n° 15 anno 2 del 16 novembre 1902 del "Granellino". Con questo articolo ci si rivolge ai contadini alcamesi per offrire loro un aiuto affinché la loro mercede sia proporzionata alle fatiche profuse nel lavoro e ai loro bisogni. Il mezzo necessario è quello della Cooperativa Agricola di lavoro. Vengono esaminate le cause per cui i mezzi di sostentamento tratti dalla terra dai contadini sono insufficienti. La causa principale è che le terre sono "prese in gabella a caro prezzo ". La Cooperativa tende a farle avere ai contadini ad un prezzo più mite, "e ciò nel modo più semplice e pacifico ". Viene dettagliatamente spiegato come: "i padroni delle terre concedono a mite prezzo a dei grossi gabellotti, questi poi le riconcedono a voi (i contadini), ma con gravi aumento di prezzo, che deve formare il loro guadagno, molto spesso esorbitante; sicché se voi poteste pigliare le terre direttamente dal padrone, le avreste a prezzo inferiore, rimanendo a voi il guadagno del gabellotto. E voi potrete fare ciò più facilmente se sarete uniti in società, perché uniti avrete il denaro e la forza. Unitevi dunque nella Cooperativa Agricola ed avrete questo primo vantaggio ". Viene poi esaminata un'altra causa della miseria dei contadini alcamesi, che è quella di dovere sottostare ai patti angarici che spesso impone il gabellotto. Ma la Cooperativa Agricola, che concede la terra in gabella ai suoi soci allo stesso prezzo con cui le riceve dal padrone, li rende indipendenti. Essi quindi lavoreranno le terre per conto loro e terranno per se il ricavato delle loro fatiche. Una terza causa della povertà dei contadini va ricercata nel fatto che essi non si avvalgono dei nuovi prodotti chimici che la scienza mette a servizio dell'agricoltura. La Cooperativa Agricola ha appunto quest'altro scopo, cioè di insegnare ai contadini "a praticare questi importanti ritrovati della scienza ". Quindi la Cooperativa Agricola è ritenuta necessaria per potere dare un efficace impulso al miglioramento economico della zona. Anche per seguire questo scopo si è costituita la Cassa Rurale ed Operaia "L'Assunta". Enfatica la conclusione dell'articolo: "...E quando nel nostro paese arriveremo a vedere l'una accanto all'altra la Cassa Rurale ed Operaia e la Cooperativa Agricola di lavoro, voi potrete esclamare: Ecco finalmente è l'ora della nostra rigenerazione economica!". Chiara, appare in quest'articolo, la coscienza dei problemi del mondo contadino. Il cooperativismo mira ad eliminare lo sfruttamento del capitalista, a togliere di mezzo intermediari ed appaltatori, mira a sostituire la funzione compiuta dal detentore del capitale con l'associazione di lavoratori, che unendo i loro capitali, pensano tagliar fuori quel tale, che senza lavorare, senza alcun concorso intellettuale, solo perché è ricco, partecipa agli utili del lavoro da altri eseguito. Il sistema cooperativo annulla l'esistenza di gente parassita, non riconosce eterni ne indispensabili il capitalista ed il padrone, ritiene solo necessarie la materia prima (appezzamento di terreno) e il lavoro. Il cooperativismo nutre in se tali germi di dissoluzione del presente sistema sociale, ed è cieco chi non nota come esso non può essere seguito da gente conservatrice e da principi conservatori; perché esso, dovrà segnare il periodo di transazione tra l'economia capitalista dall'economia  collettivista .Il cooperativismo non vive per opera di governi, ma bensì è il frutto di associazioni operaie, e le sue istituzioni sono spesso sciolte quasi che fossero di natura sovversive. E sovversive sono infatti per chi le guarda dal lato conservatore e capitalistico, perché esse, segnano la sparizione dei grandi industriali, che sperperano il denaro guadagnato con il sudore del lavoro degli altri,sapendo che quotidianamente questo denaro affluisce sempre nelle loro tasche.Il cooperativismo è rivoluzionario perché vuol vincere la concorrenza della grande industria capitalistica, che segnerà un altro periodo storico delle proprietà. E' per questo che i nostri comuni si rifiutano quasi sempre di osservare la legge che suggerisce di preferire le cooperative; e ciò perché l'appaltatore non potrebbe esercitare la sua funzione di sfruttamento a danno degli operai salariati. E' chiaro che tal sistema per nascere e vivere ha di bisogno di spirito di associazione ed abnegazione. La ragione per cui in Italia il partito socialista comincia solo adesso e con grandi riserve a consigliare l' azione economica dopo che le associazioni politiche hanno fatto le ossa e che lo spirito di associazione è così possente e sentito, che pare ingenito nella natura dell' operaio. Oggi l' azione politica del partito può aiutare l' azione politica economica di esso ottenendo dal governo una legislazione del lavoro che garantisca la vita di tali istituzioni.