Istituto Tecnico Statale "G. Caruso"
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Quando nel 1733 morì il re di Polonia, per la successione al trono scoppiò una guerra; chi ne approfittò, fu Carlo III di Borbone, che voleva conquistare i territori del Napoletano e della Sicilia, e vi riuscì dopo la pace di Vienna (1738).

Nonostante ciò, il castello restò nelle mani di Pasquale Caprera, a cui successe la sorella Maria prima e la nipote Teresa De Sylva poi. I Conti di Modica governarono sempre per mezzo di procuratori, ed è per questo che soggiornarono ad Alcamo soltanto poche volte.

Quando nel 1802, dopo la morte di Teresa De Sylva, il paese passò sotto il demanio regio dei Borboni, gli Alcamesi si illusero di avere ottenuto la libertà.

Nel 1812 Maria II de Sylva donò il Castello in enfiteusi al Comune, in cambio di un canone annuo, privandolo però dei ritratti dei Conti e anche dell’arredamento. Questo fu l’anno in cui si registrò la caduta del feudo e la libertà del Comune.

Quando il Castello fu dato in enfiteusi al comune, questi lo utilizzò come carcere, dividendo in cellette (fosse) i grandi saloni e la “Torre Maestra”; quindi il Castello non ebbe più una distribuzione architettonica.

 

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