Freddo e salute cardiaca: raccomandazioni degli esperti per prevenire rischi invernali. A cosa è importante prestare attenzione.
Con l’arrivo dell’inverno e il calo delle temperature, il rischio per chi soffre di problemi cardiaci aumenta sensibilmente. Come confermato dal dottor Carlo Savasta, cardiologo di Humanitas Gavazzeni, le basse temperature impongono al cuore uno sforzo maggiore, modificando la circolazione sanguigna e la pressione arteriosa. Il freddo, infatti, non è solo un fastidio esterno, ma rappresenta un fattore critico per la salute cardiovascolare, soprattutto in chi convive con ipertensione, cardiopatia ischemica o valvulopatie.
Come il freddo influisce sul sistema cardiovascolare
Quando le temperature si abbassano, il corpo attiva meccanismi di difesa per preservare il calore interno. Le arterie periferiche, soprattutto quelle di mani e piedi, si restringono per limitare la dispersione termica, causando spesso mani e piedi freddi e, in casi più gravi, fenomeni di vasocostrizione marcata come nel morbo di Raynaud. Di conseguenza, il sangue viene deviato verso organi vitali come cuore e cervello per mantenerli nella temperatura ottimale di funzionamento.
Il cuore risponde a questa situazione aumentando la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa per garantire un adeguato apporto di ossigeno e nutrienti. Questa reazione, seppur fisiologica, può rappresentare un grave rischio per determinate categorie di persone, soprattutto per quelle con patologie cardiache già esistenti.

Salute cardiovascolare e rischi con le basse temperature – gcaruso.it
I pazienti con cardiopatia ischemica – caratterizzata da restringimenti delle coronarie a causa di placche aterosclerotiche – sono particolarmente esposti al rischio di aggravamento sintomatico in inverno. Il dottor Savasta sottolinea che chi non ha subito interventi come bypass o angioplastica può andare incontro a crisi anginose più frequenti, poiché il cuore deve lavorare di più per riscaldare il corpo.
Anche chi soffre di ipertensione arteriosa deve prestare particolare attenzione durante la stagione fredda. L’abbassamento della temperatura induce una costrizione dei vasi sanguigni periferici, aumentando le resistenze vascolari e, di conseguenza, la pressione arteriosa. Questo spesso richiede un aggiustamento della terapia farmacologica, con dosaggi più elevati rispetto ai mesi più caldi.
Non sono da trascurare i pazienti affetti da valvulopatie, in particolare quelle stenotiche come la stenosi aortica o mitralica. In inverno, l’aumento della pressione e della frequenza cardiaca può peggiorare la loro condizione, favorendo episodi di scompenso cardiaco.
Consigli pratici per proteggere il cuore dal freddo
La prevenzione è fondamentale per affrontare l’inverno senza compromettere la salute cardiovascolare. Prima di tutto, è consigliabile limitare il consumo di sale, poiché una riduzione dell’apporto di sodio ha un effetto simile a quello di un farmaco antipertensivo, favorendo il controllo della pressione arteriosa. Inoltre, un’attività fisica moderata e costante aiuta a mantenere il cuore in salute, mentre è importante evitare gli sforzi eccessivi che potrebbero sovraccaricarlo.
Un altro aspetto da non sottovalutare è l’alimentazione: prediligere una dieta equilibrata e varia, ricca di frutta, verdura, carni bianche e pesce, evitando pasti troppo abbondanti o ricchi di grassi e zuccheri, aiuta a non appesantire il cuore durante i mesi freddi.
Il dottor Savasta raccomanda inoltre di evitare la classica passeggiata digestiva dopo un pranzo abbondante, poiché in quel momento la maggior parte del sangue è concentrata nell’apparato gastrointestinale e il cuore, se deve fornire sangue anche alla muscolatura, potrebbe andare incontro a sovraccarichi pericolosi.
Infine, è fondamentale monitorare regolarmente la pressione arteriosa e non sottovalutare sintomi come affanno, capogiri o dolore al petto, che potrebbero indicare un peggioramento delle condizioni cardiache.








