Emergono nuovi dettagli inquietanti sul delitto di Federica Torzullo, la giovane uccisa brutalmente dal marito. L’autopsia rivela una violenza inaudita, mentre le indagini si concentrano ora anche su possibili complici che avrebbero aiutato l’omicida a pianificare e tentare la fuga.
Secondo l’esame medico legale, Federica Torzullo è stata vittima di una violenza estrema: il marito le ha martoriato il volto, infliggendo ferite tali da far pensare a un tentativo di smembramento del corpo. Le percosse e le lesioni sono state così gravi da confermare la ferocia dell’aggressione, avvenuta nell’abitazione della coppia. L’autopsia ha chiarito che l’intento del marito non era solo quello di uccidere, ma anche di distruggere ogni traccia e impedire il riconoscimento del corpo, per poi fuggire senza lasciare indizi.
La pista dei complici e le indagini in corso
Le forze dell’ordine stanno focalizzando l’attenzione su possibili complici che avrebbero fornito supporto logistico o informazioni utili all’omicida. La polizia ha acquisito nuovi elementi che indicano l’esistenza di una rete di persone coinvolte nella preparazione del delitto e nel tentativo di fuga post-omicidio. È stata anche approfondita la posizione di alcune figure vicine alla coppia, con interrogatori e acquisizioni di dati telefonici e informatici, per ricostruire ogni dettaglio prima e dopo il fatto.
Il caso ha scosso profondamente l’opinione pubblica e ha avuto ripercussioni anche sul piano politico: Maria Messenio, assessora alla sicurezza, ha annunciato le dimissioni immediate, sottolineando la necessità di una riflessione profonda sulle politiche di prevenzione della violenza domestica. Il suo gesto ha riacceso il dibattito sulle misure di tutela delle vittime e sulla necessità di interventi più efficaci per contrastare la violenza di genere a livello nazionale.
L’inchiesta prosegue senza sosta, mentre la comunità resta in attesa di ulteriori aggiornamenti sulle responsabilità e sulle dinamiche che hanno portato a questa tragedia.








