Per molti pensionati, giungono brutte notizie in previsione del 2026: scopriamo di cosa si tratta precisamente.
Per quanto riguarda le pensioni, si tratta sempre di un argomento, di un tema che è di importanza assoluta per quanto riguarda le tante persone che ne usufruiscono.
Si tratta del beneficio – nella maggior parte dei casi mensile – che le tante persone che hanno terminato di lavorae hanno diritto a ricevere. Proprio di questo abbiamo deciso di parlare all’interno di questo articolo, specialmente considerando il fatto che nel 2026 potrebbero giungere brutte notizie per i cittadini e le cittadine pensionati e pensionate.
Pare che tanti di questi rischino di ricevere meno soldi rispetto al passato, in un contesto molto delicato quale è quello delle pensioni in Italia negli ultimi anni. Ma cosa sta succedendo effettivamente? Cerchiamo di capire da cosa deriva e come si formula effettivamente il cambiamento a cui facciamo riferimento.
Pensioni, arriveranno meno soldi: cosa succede
Le pensioni aumentano, ma non come si sarebbero aspettati i pensionati, e quindi possiamo parlare di penalizzazione vera e propria. Nonostante l’ISTAT abbia fatto sapere che nel 2025 i prezzi al consumo hanno registrato un aumento dell’1,5% in media, non è questo il dato da cosniderare per le pensioni. Ciò a cui bisogna fare riferimento è il cosiddetto indice FOI (famiglie di operai e impiegati). In tal senso, l’aumento è dell’1,4% rispetto al 2024.

Pensioni meno massicce rispetto alle previsioni iniziali (www.gcaruso.it)
Sembra comunque un buon miglioramento, ma dall’1,5 all’1,4% i cambiamenti sono più rilevanti di quello che si potrebbe anche solo lontanamente pensare e immaginare. La percentuale non è ancora confermata in via ufficiale, anche se sembra che presto le cose si evolveranno in questo modo. Perché diciamo che la differenza di percentuale non è minima? In generale può anche essere considerata tale, un po’ meno per le pensioni medio-basse. Di fatto, chi percepisce una pensione tutt’altro che massiccia, quei pochi soldi in meno che riceverà nel 2026 li troverà quantomeno rilevanti.
Sarebbero potuti essere d’aiuto per gli arretrati o sui guadagni annui complessivi. Così però non sarà, e chiaramente si può comprendere la frustrazione delle tante persone che verosimilmente avranno fatto fatica ad accettare nelle ultime ore un esisto non solo sfortunato, ma anche economicamente avverso. La speranza è che in futuro le cose possano cambiare in meglio, e chiunque abbia bisogno di ricevere anche solo pochi – ma importanti – soldi in più, ne possa godere il più possibile, anche soltanto per immetterli nelle spese di primissima necessità.








