Economia

Pensione, chi non la riceverà più dal 2027: mazzata per tantissimi italiani

50.000 pensionati a rischio
Oltre 50.000 pensionati a rischio - (gcaruso.it)

Secondo la CGIL, il rialzo dell’età pensionabile rischia di lasciare migliaia di lavoratori senza tutele economiche

A partire dal 2027, circa 55.000 lavoratori italiani si troveranno in una situazione di grave incertezza economica a causa di un’importante discrepanza tra la cessazione del reddito da lavoro e l’effettivo accesso alla pensione.

La Confederazione Generale Italiana del Lavoro (CGIL) ha lanciato un allarme riguardo a questa nuova emergenza previdenziale, che coinvolge lavoratori usciti dal mercato del lavoro tramite strumenti di uscita anticipata come isopensione, contratto di espansione e Fondi di solidarietà bilaterali.

Il profilo dei lavoratori interessati e i meccanismi di uscita anticipata

Questi strumenti sono stati concepiti per agevolare il passaggio alla pensione, garantendo un assegno ponte e la copertura contributiva fino al raggiungimento dell’età pensionabile concordata. Tuttavia, l’adeguamento automatico dell’età pensionabile alla speranza di vita, ripristinato dopo la fine del periodo transitorio, rischia di creare un vuoto temporale tra la fine dell’uscita assistita e l’effettivo diritto alla pensione.

Nel dettaglio, la CGIL stima che la platea a rischio sia composta da:

  • Oltre 23.000 lavoratori in isopensione,
  • Circa 4.000 con il contratto di espansione,
  • Circa 28.000 soggetti collocati fuori dal lavoro tramite i Fondi di solidarietà bilaterali.

Queste persone avevano sottoscritto accordi che prevedevano date precise per la pensione, basate su requisiti allora considerati stabili. Con il ritorno dell’adeguamento alla speranza di vita, però, queste scadenze si spostano e si crea un periodo di inattività senza reddito né contributi.

Secondo la normativa vigente, l’età pensionabile subirà un incremento di un mese a partire dal 1° gennaio 2027, e di due mesi dal 1° gennaio 2028. Le proiezioni tecniche indicano inoltre un ulteriore aumento dell’età pensionabile per il 2029, che potrebbe arrivare a un’estensione di quattro mesi per coloro che avevano pianificato l’uscita prima di questi aggiornamenti.

Pensioni a rischio

Chi resta senza pensione? – (gcaruso.it)

La conseguenza pratica è estremamente preoccupante: per diversi mesi, questi lavoratori non percepiranno alcuna forma di reddito né contributi pensionistici, configurando una nuova platea di “nuovi esodati”. Si tratta di persone che hanno rispettato gli accordi e le regole, ma che ora subiscono le conseguenze di cambiamenti normativi successivi.

La CGIL, sindacato con oltre 5 milioni di iscritti nel 2024 e guidato da Maurizio Landini, ha in più occasioni sollecitato un confronto con il governo per affrontare questo problema emergente. L’ultimo incontro ufficiale sul tema previdenziale risale al 18 settembre 2023, ma ad oggi non risultano ancora soluzioni concrete per evitare che migliaia di lavoratori si trovino senza tutela.

La richiesta principale è quella di attivare misure di salvaguardia analoghe a quelle già adottate in passato per altre categorie di esodati, in modo da garantire continuità di reddito e contribuzione fino al raggiungimento della pensione effettiva. Negli ultimi anni, infatti, il Parlamento ha approvato diverse tutele per oltre 200.000 lavoratori che avevano subito modifiche della normativa pensionistica, ma la nuova emergenza del 2027 rischia di generare una nuova ondata di esclusione previdenziale.

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